Assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (AVS)

L’AVS è la principale istituzione sociale della Svizzera. Le rendite di vecchiaia servono a garantire agli assicurati un pensionamento sicuro dal punto di vista economico. Le rendite per i superstiti evitano che i figli o il coniuge di una persona deceduta si trovino in difficoltà finanziarie.

Riforma «Stabilizzazione dell’AVS (AVS 21)»

Fin dalla sua costituzione, Pro Senectute si impegna a favore di un sistema pensionistico al passo con i tempi e finanziariamente solido. Dopo i tentativi falliti di adeguare la previdenza per la vecchiaia, si ritiene urgente approdare a una riforma per garantire il finanziamento delle rendite. Pro Senectute ha espresso il proprio parere in merito ai tre elementi chiave del progetto (flessibilizzazione dell’età di riferimento, aumento dell’età di riferimento per le donne e finanziamento) nell’ambito della procedura di consultazione.

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Come funziona il sistema AVS?

L’AVS è un’assicurazione per tutta la popolazione che si basa sulla solidarietà tra le generazioni. Comprende tutte le persone che risiedono ed esercitano un’attività lucrativa in Svizzera ed è finanziata secondo il principio di ripartizione: i lavoratori attivi provvedono insieme ai datori di lavoro alle pensioni correnti. In più la Confederazione versa una quota fissa per coprire le uscite legate alle rendite. Anche una quota dell’imposta sul valore aggiunto confluisce nelle rendite.

Il sistema di ripartizione è il metodo con cui viene finanziata l’AVS: le entrate correnti vanno a coprire gli impegni correnti. In concreto sono le persone che esercitano un’attività lucrativa a pagare le rendite dei pensionati. I contributi versati dalla generazione attiva vengono subito utilizzati per finanziare le prestazioni di rendita. Il fondo di compensazione AVS compensa eventuali oscillazioni temporanee. 

L’obbligo contributivo AVS, ovvero l’assicurazione obbligatoria all’AVS, vale in linea di principio per tutte le persone che abitano o lavorano in Svizzera. Le persone che esercitano un’attività lucrativa sono tenute a pagare i contributi AVS dal 1° gennaio successivo al compimento dei 17 anni. Per le persone che non esercitano un’attività lucrativa l’obbligo contributivo inizia il 1° gennaio successivo al compimento dei 20 anni. L’obbligo termina al raggiungimento dell’età ordinaria di pensionamento. Anche le persone in età di pensionamento che continuano ad esercitare un’attività lucrativa sono tenute al versamento dei contributi AVS. In tal caso si applica una franchigia che attualmente ammonta a 1400 franchi al mese, ovvero 16 800 franchi per anno civile.

Per la rendita AVS sono definiti un importo minimo e uno massimo. Dal 1° gennaio 2021, in caso di durata di contribuzione completa, la rendita minima AVS per le persone sole ammonta a 1195 franchi al mese. La rendita massima corrisponde all’importo massimo fissato per legge a cui si ha diritto al raggiungimento dell’età di pensionamento. La rendita massima è pari al doppio della rendita minima e il suo percepimento dipende dal reddito annuo medio determinante e dal periodo di contribuzione. Per una persona sola essa (in caso di durata di contribuzione completa) ammonta a 2390 franchi al mese, mentre per i coniugi o le coppie registrate a 3585 franchi. La somma delle rendite individuali dei coniugi non può superare il 150 per cento della rendita massima prevista per le persone sole.

Per il calcolo della rendita di vecchiaia sono determinanti due fattori:

  1. Anni di contribuzione computabili: numero di anni in cui sono stati pagati i contributi AVS. Se tali contributi sono stati sempre versati, si ha diritto a una rendita completa senza riduzioni. In caso di lacune contributive, invece, si percepisce una rendita parziale.
  2. Reddito annuo medio determinante: corrisponde alla somma tra la media dei redditi rivalutati (in base ai contributi versati in quanto persona esercitante un’attività lucrativa o in quanto persona senza attività lucrativa e ai redditi divisi) e la media degli accrediti per compiti educativi e degli accrediti per compiti assistenziali. Più alto è il salario, più elevati sono i contributi AVS da versare e quindi anche la rendita che si percepirà – nel rispetto del tetto massimo.

Un altro elemento determinante per il calcolo della rendita è lo stato civile. Per le coppie sposate o che vivono in unione domestica registrata, la somma delle rendite individuali non può superare il 150 per cento della rendita massima prevista per le persone sole. In caso contrario è prevista una riduzione.

Le lacune contributive insorgono se per uno o più anni non vengono pagati i contributi AVS o se non si ha diritto ad accrediti per compiti educativi o per compiti assistenziali. Tali lacune determinano una riduzione della rendita: per ogni anno di contribuzione mancante essa si riduce di 1/44. 

Le lacune contributive possono essere colmate, interamente o parzialmente, con contributi versati negli anni di gioventù. 

Gli accrediti per compiti educativi e per compiti assistenziali sono supplementi al reddito da attività lucrativa. Non si tratta tuttavia di prestazioni in denaro versate direttamente agli aventi diritto, bensì di un reddito fittizio che viene accreditato sul conto AVS e tenuto in considerazione solo al momento del calcolo della rendita. 

La cassa di compensazione AVS tiene per ciascuna persona un conto individuale in cui sono registrati i versamenti annuali.

Il diritto agli accrediti è disciplinato come segue:

  • Diritto agli accrediti per compiti educativi: persone che si occupano dei loro figli;
  • Diritto agli accrediti per compiti assistenziali: persone che si occupano di parenti stretti bisognosi di cure, ossia che beneficiano di un assegno per grandi invalidi dell’AVS, dell’AI, dell’assicurazione contro gli infortuni o dell’assicurazione militare.

Il percepimento di accrediti per compiti educativi esclude quello di ulteriori accrediti per compiti assistenziali. Per un figlio bisognoso di cure è possibile far valere gli accrediti per compiti educativi fino al 16° anno d’età e in seguito gli accrediti per compiti assistenziali.

L’indice misto corrisponde alla media dell’indice dei salari e dell’indice dei prezzi. Di regola, il Consiglio federale esegue le verifiche del caso ogni due anni per adeguare le rendite all’evoluzione dei prezzi e dei salari. Se nel corso di un anno il rincaro supera il 4 per cento, le rendite vengono adeguate prima. In questo modo, il loro importo tiene conto sia dell’inflazione che dell’andamento dei salari.

Lo splitting è il metodo utilizzato per calcolare la rendita di coniugi o partner registrati. Si sommano i redditi percepiti durante gli anni di matrimonio o nel corso dell’unione domestica e li si attribuiscono per metà a ciascuno. Le condizioni per la ripartizione dei redditi sono adempiute se i coniugi erano assicurati negli stessi anni civili. Si procede allo splitting solo nel momento in cui entrambi i coniugi hanno raggiunto l’età di pensionamento, si separano o divorziano oppure se il coniuge superstite ha diritto a una rendita di vecchiaia.

L’assegno per grandi invalidi è un contributo alle spese di cura e assistenza per i beneficiari di una rendita di vecchiaia. Sono considerate grandi invalidi le persone che hanno bisogno dell’aiuto di terzi per svolgere gli atti ordinari della vita, quali mangiare, alzarsi, vestirsi e sedersi, oppure le persone che necessitano in modo durevole di cure particolarmente impegnative richieste dalla loro infermità o di una sorveglianza personale permanente oppure le persone che a causa di un grave danno agli organi sensori o di una grave infermità fisica possono mantenere i contatti sociali solamente grazie all’aiuto di terzi. Questo assegno viene versato indipendentemente dal reddito e dalla sostanza. Il suo importo dipende esclusivamente da quanto la persona è limitata nella sua quotidianità. L’AVS distingue tre gradi di grande invalidità: lieve, medio ed elevato. 

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