Caso esemplificativo fittizio: un incidente durante le vacanze

Uno scenario che chiunque vorrebbe evitare: nel nostro caso esemplificativo fittizio, durante le vacanze il signor B. è vittima di un incidente in scooter che stravolge completamente la sua vita. Scoprite come si evolve questa difficile situazione e quali precauzioni ha adottato l’uomo a casa.

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Situazione iniziale
Il signor B. (48 anni), cittadino svizzero, parte per due settimane di vacanza all’estero. Gode di buona salute e, prima del viaggio, si è occupato in modo approfondito delle proprie misure precauzionali, arrivando a redigere le direttive del paziente in Svizzera. In tale documento ha espresso le proprie volontà in merito alle misure di prolungamento della vita e ha designato sua sorella come persona con diritto di rappresentanza.

L’incidente
Durante una gita, il signor B. rimane vittima di un grave incidente in scooter. Viene ricoverato nell’ospedale più vicino con gravi lesioni alla testa ed entra in coma. Per il momento non è possibile il rientro in Svizzera. I medici curanti all’estero devono decidere in tempi brevi in merito alle misure di terapia intensiva.

I famigliari vengono informati dell’accaduto e la sorella si reca immediatamente dal fratello portando con sé le sue direttive del paziente, nelle quali quest’ultimo ha chiaramente specificato le misure mediche che accetta o rifiuta in caso di grave danno cerebrale. Inoltre, in tale documento la sorella è espressamente designata come rappresentante per le decisioni mediche.

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Difficoltà in loco
Le direttive del paziente sono disponibili solo in tedesco e devono quindi essere prima tradotte. Inoltre, il personale medico non sa valutare esattamente la validità giuridica di documenti stranieri. Non è chiaro in che misura le direttive del paziente svizzere siano direttamente riconosciute secondo la legislazione locale.

Utilità delle direttive del paziente all’estero
Ciononostante, le direttive del paziente costituiscono un’importante base per il dialogo tra la sorella e l’équipe curante. Esse consentono infatti di comprendere la presunta volontà del signor B. e di tenerne conto nei processi decisionali. La sorella assume il ruolo di referente e collabora alle decisioni mediche nell’interesse del fratello.

Riflessione
La validità giuridica delle direttive del paziente svizzere all’estero è in linea di principio limitata. A essere determinante è sempre il diritto del luogo di cura, motivo per cui le direttive del paziente redatte secondo il diritto svizzero non sono automaticamente valide. Il loro riconoscimento dipende dal Paese in cui ci si trova e non è garantito dalla legge. In molti casi, pertanto, esse non vengono considerate vincolanti, ma semplicemente come un’indicazione della presunta volontà della persona interessata.

Anche la persona rappresentante indicata nelle direttive del paziente non è necessariamente riconosciuta a livello giuridico all’estero. I medici decidono principalmente in base alla legislazione nazionale e agli standard del loro settore, ma spesso tengono conto delle direttive del paziente come orientamento per le loro scelte.

In sintesi, le direttive del paziente all’estero costituiscono uno strumento importante per la manifestazione della propria volontà, ma non garantiscono una piena applicabilità giuridica.

L’essenziale in breve

  • Consiglio: far redigere una versione in inglese oppure – a seconda della durata e della frequenza dei viaggi – una versione nella lingua del Paese di destinazione. (La traduzione non garantisce comunque il riconoscimento)
  • Le direttive del paziente sono importanti anche all’estero, ma non hanno carattere vincolante.
  • Le barriere linguistiche possono ritardarne l’attuazione.
  • Sistemi giuridici diversi → incertezza riguardo al riconoscimento.
  • La nomina di un rappresentante è fondamentale.
  • Il documento funge da orientamento per la presunta volontà.
  • Vantaggio: fornire chiarezza ai famigliari in situazioni di crisi.

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