Grandi differenze nell'approccio alle misure precauzionali personali
Prendersi cura dei propri famigliari a casa può essere molto stressante dal punto di vista fisico ed emotivo. Soprattutto durante le festività natalizie, è necessario tenere conto anche di aspettative particolari provenienti da altri membri della famiglia. In questo articolo, i famigliari curanti troveranno consigli pratici su come orientarsi nel loro nuovo ruolo e prevenire il sovraccarico.
Dove e in quale contesto le persone migranti anziane e/o i rispettivi famigliari che vivono in Svizzera si informano su temi come quello delle misure precauzionali personali?
Le persone migranti anziane costituiscono una categoria di popolazione tutt’altro che omogenea. Esiste una grande varietà di profili a seconda di fattori come Paese di provenienza, livello di istruzione, condizioni economiche e di salute, conoscenze linguistiche, tipo di permesso di dimora e molti altri aspetti. Da un lato vi sono istituzioni – come, ad esempio, l’associazione di Ginevra dedicata agli ex funzionari internazionali (AAFI) – che conoscono molto bene questi temi e organizzano eventi per informare i propri membri riguardo a tutte le questioni relative alle misure precauzionali personali, come le direttive del paziente, le disposizioni in caso di morte o la stesura di un testamento. Esistono però anche migranti anziani che non dispongono di alcuna informazione su tali argomenti. Tra questi due estremi vi sono le persone che conoscono organizzazioni come Pro Senectute o i patronati italiani e si rivolgono direttamente a loro se necessitano di informazioni o consulenza su determinate questioni.
Quali sono, secondo la sua esperienza, le sfide legate all’attività di sensibilizzazione della popolazione migrante anziana su temi come le misure precauzionali personali, e quali possibili soluzioni conosce?
Analogamente a molte persone anziane, una parte della popolazione migrante anziana dispone delle risorse necessarie per informarsi facilmente sulle misure precauzionali personali. Esiste poi un’altra fetta di questa popolazione, composta da persone particolarmente vulnerabili, che spesso è costretta a confrontarsi con altre questioni urgenti, ad esempio con problemi finanziari a fine mese, le formalità per la riscossione delle prestazioni complementari, preoccupazioni riguardanti lo stato di salute o la famiglia e così via. Questi soggetti sono costantemente impegnati a risolvere problemi a breve termine e faticano a concentrarsi su un futuro che appare loro lontano.
Il personale specializzato dei servizi sociali, che segue queste persone e con le quali ha anche instaurato un rapporto di fiducia, può fornire loro informazioni di base sulle misure precauzionali personali. Un’altra opzione interessante è la collaborazione con associazioni di migranti per organizzare eventi informativi sul tema e/o formare internamente persone di riferimento.
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Conoscere DocupassQuanto influisce il background culturale sul modo di affrontare le questioni, spesso complesse, legate alle misure precauzionali personali (direttive del paziente, disposizioni in caso di morte, testamento, mandato precauzionale eccetera)?
Viviamo in una società in cui le misure precauzionali per il futuro rivestono una grande importanza, così come l’assumersi personalmente la responsabilità di prepararsi alle diverse fasi della vita. Allo stesso tempo, però, nei nostri contesti sociali temi come il fine vita, la perdita della capacità di discernimento o la morte sono considerati da molte persone tabù. Risulta quindi piuttosto difficile discutere serenamente delle misure precauzionali personali. La maggior parte delle persone migranti in età avanzata e le relative cerchie dei famigliari non costituiscono in tal senso un’eccezione e agiscono solo nel momento in cui queste questioni le toccano direttamente.
Altre persone affidano il proprio destino, con un certo fatalismo, al caso. Altre ancora hanno un approccio di taglio «comunitario» a temi come il fine vita, la malattia o la morte: preferiscono discutere di questi argomenti con i membri della famiglia o della comunità a cui appartengono, anziché gestirli in autonomia e su un foglio di carta. Ad esempio, le decisioni sulle cure palliative e sul trasferimento della salma vengono prese di comune accordo con i congiunti.
Uno degli obiettivi del Forum nazionale anzianità e migrazione è sensibilizzare il personale specializzato che opera in ambito gerontologico riguardo ai percorsi e alle circostanze di vita della popolazione migrante anziana. Come si raggiunge in concreto questo obiettivo e quale ruolo rivestono in tal senso le misure precauzionali personali?
Per sensibilizzare il personale specializzato operante negli ambiti dell’anzianità e della migrazione riguardo ai diritti nonché ai percorsi e alle condizioni di vita della popolazione migrante anziana utilizziamo diversi strumenti. Disponiamo di un sito web bilingue (tedesco e francese) – al quale vorremmo aggiungere anche la versione in italiano – che fornisce informazioni importanti su questa categoria di popolazione. Organizziamo regolarmente colloqui con specialiste e specialisti su diversi temi basandoci sui risultati della ricerca, sulle esperienze tratte dalla pratica e sulle testimonianze delle persone interessate. Partecipiamo inoltre a giornate di studio che vengono organizzate dai nostri membri o da altre organizzazioni e che trattano le particolarità della popolazione migrante anziana. Offriamo supporto ai nostri membri su progetti di ricerca innovativi o misure relative a problematiche che riguardano questa categoria di popolazione.
La questione delle misure precauzionali personali non è ancora stata trattata in modo sistematico nel nostro forum, ma sarà certamente una delle nostre sfide principali per il futuro.
Da quattro anni lei è presidente del Forum nazionale anzianità e migrazione. C’è un traguardo che avete raggiunto e che le è rimasto particolarmente impresso nella memoria?
Nel 2023 il Forum nazionale anzianità e migrazione ha celebrato il suo 20° anniversario. In quell’anno e in quello successivo abbiamo organizzato tre giornate di studio dedicate per fornire al personale specializzato e all’opinione pubblica interessata conoscenze approfondite sulle sfide legate alle persone migranti anziane e alle relative cerchie dei famigliari. Abbiamo trattato in modo dettagliato tre ambiti tematici: lo stato della ricerca e le sfide attuali riguardo ai migranti, il tema della memoria e dei ricordi nel contesto migratorio e infine la demenza, sempre legata al contesto migratorio. I temi sono stati elaborati in collaborazione con l’Haute école de travail social di Losanna, l’Accademia svizzera di scienze umane e sociali e l’UFSP. Queste giornate di studio hanno registrato un’affluenza molto elevata e hanno offerto moltissime informazioni e occasioni di confronto. Un altro importante ambito di sviluppo riguarda il rafforzamento della presenza del forum nella Svizzera romanda e l’intensificazione dei contatti con la Svizzera italiana, al fine di aumentarne ulteriormente la rilevanza a livello nazionale.
Ritratto: Claudio Bolzman è presidente del Forum nazionale anzianità e migrazione e membro dell’omonima commissione della Plateforme du réseau seniors Genève. Ha conseguito un dottorato in sociologia ed è professore onorario presso la Scuola universitaria professionale della Svizzera occidentale (HES-SO Ginevra). Ha al suo attivo numerosi lavori di ricerca e diverse pubblicazioni su questioni riguardanti l’anzianità e la migrazione.