Thomas Bigler, collaboratore di Pro Senectute Friborgo

Una vedova 87enne udiva sempre meno bene. Perciò aveva urgente bisogno di un apparecchio acustico. Non aveva risparmi e con le sole prestazioni complementari non poteva permetterselo.

Pro Senectute ha intrapreso tutti i passi necessari per aiutare la donna. Ha inoltrato domanda d’assunzione dei costi all’AI, alla cassa di compensazione AVS e all’assicurazione malattia. Alla fine è comunque rimasta scoperta una parte della fattura, pagata grazie a un contributo del Fondo aiuti finanziari di Pro Senectute Svizzera.

Io do il mio aiuto

Gisèle Schweizer, collaboratrice di Pro Senectute canton Zugo

Un signore anziano si occupava con grande attenzione della moglie ammalata di Parkinson. Un compito che, a domicilio, gli richiedeva molto tempo e forze. Per lungo tempo l’uomo aveva completamente messo da parte le sue esigenze, ma un giorno si è reso conto che questo lo logorava eccessivamente. Desiderava ardentemente fare di tanto in tanto una passeggiata e sostare da solo su una panchina ai margini del bosco per riposare un po’ e attingere nuove forze.

Pro Senectute ha potuto esaudire questo desiderio. Una volta la settimana accudiamo noi alla moglie e il marito può concedersi una breve pausa. Inoltre, quando torna a casa, trova la tavola apparecchiata e la cena pronta perché l’ aiuto domestico si occupa anche di questo. Tale prestazione di Pro Senectute alleggerisce moltissimo dal peso che l’anziano signore deve portare.

Io do il mio aiuto

Ingrid Albisser, collaboratrice di Pro Senectute Appenzello interno

La vita della 71enne era uscita completamente di careggiata. La donna non riusciva a farsi una ragione del recente divorzio e, siccome l’ex-marito s’era portato via quasi tutti i mobili, le toccava anche riarredare l’appartamento. Quando poi, a causa di una caduta, è stata a lungo convalescente, ha pure dovuto abbandonare il suo mini-impiego. Fino allora il lavoro le aveva fatto da diversivo, offerto dei riconoscimenti e procurato qualche soldo. Senza quel denaro, i mezzi non bastavano più per vivere e inoltre soffriva di dolori vari e mal sopportava la solitudine.

Temi centrali della consulenza di Pro Senectute sono stati la difficile situazione finanziaria, ma anche i problemi psichici della donna. Assieme abbiamo potuto elaborare delle soluzioni e individuare delle prospettive per permetterle di ritrovare il coraggio di vivere.

Io do il mio aiuto

Melanie Stadelmann, collaboratrice di Pro Senectute Arc Jurassien

Una coppia anziana, per campare non ha che una modesta rendita dell’AVS e le prestazioni complementari. I soldi bastano a malapena per lo stretto necessario. Siccome vivono in un appartamento molto umido, i problemi di respirazione del marito si sono sempre più aggravati. L’unica soluzione era di cambiare casa e allora i coniugi, non avendo i mezzi per sobbarcarsi le spese di trasloco, si sono rivolti a Pro Senectute.

Noi abbiamo sostenuto finanziariamente l’anziana coppia. Con il nostro contributo essi hanno potuto pagare il trasloco e comprarsi qualche mobile per il nuovo appartamento. Fortunatamente lo stato di salute del marito è molto migliorato già poco dopo il trasloco.

Io do il mio aiuto

Peter Zimmermann, collaboratore di Pro Senectute Glarona

Una coppia attempata viveva con modestissimi mezzi nella sua povera casetta distante dal prossimo villaggio. La situazione è precipitata quando il marito, a causa di una complicata frattura alla gamba dovuta a una caduta, è stato ricoverato in ospedale. Tornare a casa era praticamente impossibile. L’uomo è allora stato trasferito in un istituto per lungodegenti e la moglie, rimasta a casa, da sola non se la cavava. Inoltre i costi supplementari, impagabili con i modesti mezzi della coppia, le toglievano il sonno. Per non spendere non mangiava quasi nulla, non scaldava la casa e non usciva più.

Una conoscente dell’anziana coppia ha fissato un appuntamento con il servizio di consulenza sociale di Pro Senectute. Io ho potuto reperire i mezzi per finanziare la retta dell’istituto per il marito e ho organizzato l’accompagnamento amministrativo. Inoltre ho potuto aiutare la moglie nelle mansioni quotidiane, organizzando il servizio-pulizie, un’accompagnatrice per fare la spesa e andare a trovare il marito in istituto e un aiuto per i lavori di giardinaggio. Ora l’anziana donna frequenta regolarmente i corsi di ginnastica di Pro Senectute e ha anche ripreso i contatti con altra gente.

Io do il mio aiuto

Renata Braegger, collaboratrice di Pro Senectute Nidvaldo

Un uomo 85enne vive da solo in un piccolo bilocale in una frazione discosta. A poco a poco fa sempre più fatica a districarsi nelle faccende amministrative e finanziarie e non capisce bene cosa gli scrivono i diversi uffici. Inoltre ha anche capito che con gli scarsi mezzi di cui dispone riesce a malapena a cavarsela. La collaboratrice dell’aiuto domiciliare gli ha perciò consigliato di rivolgersi alla consulenza sociale di Pro Senectute.

Assieme abbiamo esaminato la sua situazione finanziaria e notato che il conteggio delle prestazioni complementari risaliva a parecchio tempo prima. Inoltre l’uomo non aveva mai chiesto il risarcimento delle spese di malattia e che già da anni avrebbe potuto contare su una riduzione della pigione. Una volta messe a posto tutte queste cose, la situazione finanziaria dell’anziano si è normalizzata parecchio. Dal Fondo aiuti finanziari di Pro Senectute Svizzera abbiamo potuto pagargli un abbonamento a metà prezzo e questo gli permette di fare di tanto in tanto un viaggetto e di avere maggiori contatti sociali.

Io do il mio aiuto

Petra Kunz Leuthold, collaboratrice di Pro Senectute Turgovia

La situazione finanziaria di una donna sola è drammaticamente cambiata dopo essere andata in pensione. Aveva continuato a svolgere la sua attività indipendente per arrotondare le entrate, ma dopo due ictus la sua salute precaria l’ha obbligata a risparmiarsi. Il suo budget era però talmente risicato da farle temere di dover lasciare il condominio che tanto amava.

Nella sua disperazione la signora si è rivolta a Pro Senectute per una consulenza. Assieme abbiamo calcolato un eventuale diritto a prestazioni complementari e inoltrato la domanda all’ufficio competente. La risposta positiva è giunta presto, i premi di cassa malati e la partecipazione personale ai costi di malattia sono assunti dalle PC. I mezzi della signora continuano a essere modesti, ma ora almeno non ha più brutti pensieri. 

Io do il mio aiuto

Anna Bisaz, collaboratrice di Pro Senectute Grigioni

Per il 69enne originario della Grecia, la famiglia è sempre stata al primo posto. Per 40 anni l’uomo ha lavorato in alberghi svizzeri. Ha dovuto ripetutamente sostenere finanziariamente le figlie che abitano in Grecia, rispettivamente in Italia e che sono spesso disoccupate. Per mandare soldi alle figlie ha persino rinunciato alle visite in patria. Oggi vive dell’AVS e delle prestazioni complementari.

L’anno scorso, quando gli è morto un fratello, l’uomo non era andato al funerale perché non aveva i mezzi per pagarsi il viaggio. Affinché potesse vedere ancora una volta i suoi altri fratelli e i parenti, abbiamo fatto domanda di sussidio al Fondo aiuti finanziari di Pro Senectute Svizzera per permettergli un viaggio di tre settimane nella sua patria d’origine. E questo fintanto che era in buona salute e i fratelli e le sorelle ancora in vita.

Io do il mio aiuto

Richard Dubois, collaboratore di Pro Senectute canton Argovia

Moglie e marito, entrambi ricoverati all’ospedale – questa situazione ha posto l’anziana coppia davanti a innumerevoli interrogativi. Potremo continuare a vivere nel nostro appartamento? Dovremo magari andare a stare in casa per anziani?  Le due persone anziane, preoccupate e infelici, si facevano molti pensieri sul loro futuro comune.

Pro Senectute ha aiutato i coniugi a risolvere la situazione. Abbiamo offerto loro la nostra consulenza e organizzato l’assistenza e le cure a domicilio. Così hanno potuto tornare nella loro amata casa, cosa che li rende felici.

Io do il mio aiuto

Jacqueline Bissegger, assistente sociale di Pro Senectute canton Zurigo

Spesso le persone anziane che assistono e curano congiunti dipendenti non ce la fanno più. Ciò è successo anche a Walter T. (75), che si occupava praticamente giorno e notte della moglie 73enne. In seguito a un ictus, la signora Rosa era infatti semiparalizzata e incontinente e il marito faceva tutto il possibile per accudirla a domicilio. Con il passare del tempo, accanto al grande impegno fisico e psicologico sono insorti anche problemi finanziari. Le entrate dei coniugi bastavano a malapena per vivere modestamente, ma quando si è rotta la lavatrice, assolutamente necessaria nelle loro condizioni, l’anziano marito non sapeva proprio come fare per trovare i soldi per comprarne una nuova. Walter T. si è sentito molto sollevato quando ha saputo che potevamo aiutarlo con un contributo del Fondo aiuti finanziari individuali. E si è persino lasciato convincere a ricorrere al Servizio di assistenza e cure a domicilio per accudire la moglie.

Io do il mio aiuto

Rosmarie Bühler, collaboratrice Pro Senectute Berner Oberland

Una coppia di pensionati aveva partecipato a una bella festa di compleanno in famiglia. Al momento di rientrare soddisfatti e felici, una brutta sorpresa li attendeva: la palazzina dove abitavano era in preda alle fiamme. Impossibile salvare qualcosa dal rogo, il fuoco ha distrutto mobili e masserizie e anche molti ricordi della loro vita.

L’altra brutta sorpresa era che la compagnia d’assicurazione non ha risarcito altro che le spese più urgenti e la pigione perché prima doveva appurare la causa dell’incendio e inoltre la coppia era sotto-assicurata. Disperati e con tanti timori riguardo al futuro, i coniugi si sono rivolti a Pro Senectute. Io ho potuto organizzare subito un aiuto urgente e il denaro per comprare almeno qualche mobile e degli abiti.

Io do il mio aiuto

Flurina Manz, collaboratrice di Pro Senectute canton Argovia

Una signora 80enne si preoccupava molto della sua salute e delle decisioni da prendere in merito. Mi ha raccontato di avere problemi d’equilibrio, di essere già caduta diverse volte e di fare sempre più fatica a seguire una conversazione. Ha anche aggiunto di avere paura di soffrire di demenza e di non sapere cosa questo potesse significare per lei – anche finanziariamente. Inoltre il figlio le aveva chiesto dei soldi per comprare una casa. La signora non sapeva quanto avrebbe potuto dargli e quanto invece avrebbe dovuto mettere da parte per le proprie necessità.

Le ho dato spiegazioni sulla demenza, l’ho informata sugli aiuti che poteva ricevere nella regione dove abita e su come avrebbe potuto, semmai, convivere con la malattia. Inoltre l’ho motivata a sottoporsi agli esami medici, che purtroppo hanno confermato i suoi presentimenti. Più tardi abbiamo valutato il suo fabbisogno d’aiuto, allestito un budget e stabilito quanto denaro poteva dare al figlio per l’acquisto della casa.

Io do il mio aiuto

François Felber, collaboratore di Pro Senectute canton Argovia

Fino al suo ricovero in ospedale, un signore anziano gestiva senza grandi aiuti esterni la sua vita quotidiana. Faceva i lavori di casa e si occupava amorevolmente della moglie sofferente di un deficit cognitivo. Una volta dimesso dall’ospedale, non riusciva però più a svolgere nel modo dovuto le sue attività casalinghe. L’assistente sociale dell’ospedale ha allora contattato Pro Senectute e organizzato innanzitutto l’assistenza e le cure a domicilio nonché un aiuto per le faccende domestiche.

Durante le mie visite a casa dell’anziana coppia, il marito ha espresso il desiderio di trasferirsi in casa per anziani assieme alla moglie. Non sapeva però quali passi doveva intraprendere. L’ho allora annunciato per una visita d’informazione in un istituto di cura adatto, ho svolto con lui le pratiche d’ammissione e ho organizzato il trasloco. L’ho pure aiutato a liquidare l’appartamento.

Io do il mio aiuto

Jürg Wild, collaboratore di Pro Senectute Appenzello esterno

Una 66enne aveva vissuto per quasi 30 anni in una fattoria discosta, divenuta con il passare del tempo fatiscente. Essendo divorziata, la donna doveva fare tutto da sé e, poiché aveva problemi di salute, faceva sempre più fatica. Per riscaldare la casa c’era solo una stufa a legna e i mezzi di trasporto pubblico erano distanti. La donna, un tempo molto socievole, aveva sempre meno contatti con altra gente perché solo di rado poteva permettersi il taxi per recarsi in paese. Infatti, con l’AVS, una piccola pensione e le prestazioni complementari non andava lontano. E allora intristiva sempre più in solitudine. A un trasloco non c’era da pensare perché i soldi non bastavano.

Anche se la donna non accettava volentieri d’essere aiutata, per finire s’era rivolta alla consulenza sociale di Pro Senectute. Assieme abbiamo trovato un appartamento in paese e Pro Senectute l’ha anche aiutata a pagare il trasloco. Ora la donna può nuovamente partecipare alla vita sociale, impegnarsi come volontaria e gestire autonomamente la vita di tutti i giorni.

Io do il mio aiuto

Monica Pianezzi, collaboratrice di Pro Senectute Biel/Bienne-Seeland

Il Consiglio degli anziani di Pro Senectute Biel/Bienne-Seeland, di cui sono consulente, è composto di otto membri molto impegnanti. Essi lavorano a titolo volontario e organizzano svariate proposte per il tempo libero. Si tratta di attività che non costano nulla o poco e sono pensate per persone anziane con pochi mezzi o che non possono più partecipare alla vita della collettività per altri motivi. Il programma prevede, per esempio, passeggiatine domenicali, tavole di mezzogiorno, pomeriggi di gioco o gite. Le proposte sono finanziate con offerte.

Io do il mio aiuto

Natascha Lüthi, collaboratrice di Pro Senectute Regione Berna

Noi organizziamo svariati corsi, manifestazioni, gite di un giorno, pomeriggi di gioco e di ballo, tutte attività che risvegliano la gioia di vivere e mitigano la solitudine che spesso affligge donne e uomini anziani. Ci sta molto a cuore far sì che anche persone anziane con pochi mezzi finanziari possano prendervi parte. Le persone al beneficio di prestazioni complementari possono chiedere una riduzione del prezzo dei corsi – noi offriamo un sostegno e in tal modo aiutiamo le persone a evitare la solitudine.

Io do il mio aiuto

Stefan Krähenmann, collaboratore di Pro Senectute Oberland bernese

Un uomo, immigrato dalla Turchia con la sua famiglia più di 30 anni or sono, aveva sempre lavorato con grande impegno come magazziniere. La moglie, casalinga, aveva tirato su i figli, che ora vivono con le loro famiglie nello stesso quartiere dei genitori. Ora la coppia è in pensione e da bravi nonni sono felici di accudire ai nipotini. Per i due è chiaro che hanno messo radici in Svizzera e non pensano di ritornare in Turchia.

 

Marito e moglie vorrebbero integrarsi meglio e anche frequentare un corso di computer. Tuttavia la pensione non basta per pagare un corso-PC per due e inoltre le conoscenze di tedesco della moglie sono troppo modeste.

Siccome sono seriamente interessati hanno continuato a cercare una possibilità e così sono venuti a sapere che Pro Senectute organizza corsi-computer poco costosi e in varie lingue. I due si sono iscritti a un corso-PC impartito in turco e, oltre a imparare a usare il computer, hanno anche conosciuto altra gente, che oggi frequentano regolarmente.

Io do il mio aiuto

Christine Landry, collaboratrice di Pro Senectute Friborgo

Un anziano di 80 anni, abitante in un villaggio discosto del canton Friborgo, viveva molto semplicemente riuscendo a fare quasi tutto da solo. Però una progressiva debolezza d’udito lo andava isolando sempre più. E poi non era più in grado di evadere la corrispondenza e i pagamenti. Nelle sue vicinanze non c’era nessuno che avrebbe potuto dargli una mano. Avendo perso l’autonomia, l’uomo temeva di dover andare a vivere in casa per anziani.

Da qualche tempo l’uomo riceve aiuto da Pro Senectute. Infatti, una volta al mese mi reco a casa sua per mettere ordine nella sua posta, fare i pagamenti e tenergli un po’ di compagnia. L’uomo apprezza molto queste visite che gli facilitano molti aspetti della vita e lo fanno stare meglio. 

Io do il mio aiuto

Sabine Kaiser, collaboratrice di Pro Senectute Ginevra

Per un certo tempo ho seguito un’anziana signora che viveva una situazione molto difficile. L’amato marito era morto dopo lunga malattia e lei, rimasta sola, era incapace di gestire la nuova situazione. Non era capace di svolgere i compiti amministrativi, di arrangiarsi con un modestissimo budget e per di più era oberata dai debiti contratti in precedenza. La signora era disperata, piangeva ogni giorno il marito e i brutti pensieri l’affliggevano.

L’ho aiutata a rimettere ordine nelle cose, occupandomi innanzitutto degli aspetti amministrativi e finanziari. Inoltre ho allacciato i necessari contatti con diverse istituzioni e a poco a poco la vita della signora ha ritrovato una certa normalità. In pari tempo anche i cattivi pensieri sono scomparsi. Le mie visite periodiche l’hanno aiutata a ritrovare un certo coraggio per affrontare la vita quotidiana.

Io do il mio aiuto

Max Wobmann, collaboratrice di Pro Senectute canton San Gallo

Da anni, una donna cura amorevolmente il padre bisognoso di essere accudito in continuazione. Le cure e i lavori domestici la impegnano per molte ore, ma finora per la figlia era estremamente importante potersi occupare del padre. Per farlo aveva anche lasciato l’impiego e viveva quasi sempre a casa del padre. Due motivi l’hanno infine spinta a mettersi in contatto con Pro Senectute. Da un lato temeva che lo stato di salute del genitore peggiorasse ulteriormente e che quindi dovesse intensificare la presenza e le cure. E inoltre il padre voleva risarcirla per il lavoro a suo favore. Entrambi non sapevano però come fare.

Ho fatto una visita a domicilio all’uomo e alla figlia e assieme abbiamo chiarito quali compiti della figlia erano da pagare. Oltre allo stipendio e alle vacanze, li ho anche resi attenti al fatto che sia i contributi AVS sia l’assicurazione-infortuni erano obbligatori per la figlia. Con un contratto di cure e assistenza sulla base del modello di Pro Senectute abbiamo stabilito le modalità d’impiego. Inoltre ho colto l’occasione per informare entrambi sulle possibilità d’aiuto esterne, cui avrebbero potuto fare capo se l’impegno di accudire al padre fosse diventato troppo faticoso per la figlia.

Io do il mio aiuto

Claudia Lüddecke, collaboratrice di Pro Senectute Sciaffusa

Un’anziana signora non aveva più la forza né la motivazione per uscire di casa. Non poteva neppure contare sulle visite o sull’aiuto di parenti. E così diventava sempre più triste e si disperava. Inoltre deperiva fisicamente perché le mancava il movimento e in quindi il rischio di cadere aumentava considerevolmente.

Noi di Pro Senectute abbiamo allora cominciato a darle una mano. Due volte la settimana un taxi l’aspetta sotto casa per portarla al corso di prevenzione delle cadute, dove la signora allena con grande impegno la forza e l’equilibrio. Il secondo punto del programma settimanale è il gruppo canoro di Pro Senectute, in cui partecipa con entusiasmo. I due appuntamenti sono ormai diventati momenti salienti della settimana e hanno fatto sì che la signora rifiorisse visibilmente.

Io do il mio aiuto

Ruth Schindler, collaboratrice di Pro Senectute Regione di Berna

I figli vivono in un altro continente. Il marito è deceduto anni fa. Fintanto che andava a lavorare, la signora sopportava di vivere sola. Ma poi, andando in pensione, le sue giornate hanno perso ogni struttura e i contatti con altre persone si sono diradati. La vita era tutta un vuoto incolmabile e la signora si sentiva sola e inutile. Per caso ha sentito parlare delle nostre prestazioni fornite da volontari e volontarie. Subito ha capito che soprattutto l’accompagnamento amministrativo e il servizio visite, ma anche i progetti intergenerazionali nelle scuole, potevano fare al caso suo.

Oggi la signora è impegnata in diversi progetti di volontariato di Pro Senectute e si sente nuovamente appagata. Può dedicare il suo tempo a un compito utile e la gratitudine delle persone che aiuta la ricompensa. Inoltre incontra regolarmente altri volontari e volontarie. È felice di avere trovato un compito e una cerchia di nuovi amici.

Io do il mio aiuto

Urban Wenk, collaboratore Pro Senectute Sciaffusa

Anni fa un uomo d’affari straniero si era innamorato di una signora svizzera. E dopo breve tempo aveva trasferito in Svizzera il domicilio e la sede dei suoi affari. Poi i due si sono sposati e hanno messo su famiglia. All’inizio tutto sembrava filare alla perfezione, ma dopo qualche tempo l’unione ha cominciato a sgretolarsi. Dopo il divorzio, l’uomo è finito in una spirale tutta negativa, soffriva della separazione e gli affari andavano sempre peggio. Arrivato all’età della pensione non gli rimanevano che una montagna di debiti e il timore di non poter più vivere in Svizzera. Dall’estero gli arrivava una piccola rendita di vecchiaia, che però assieme all’AVS non bastava per campare.

L’uomo, disperato, si è allora rivolto a Pro Senectute. Noi l’abbiamo aiutato a districarsi nella giungla delle diposizioni di legge. Per mezz’anno abbiamo affrontato passo dopo passo tutti i problemi. Alla fine, grazie alle prestazioni complementari, la sua esistenza materiale ha potuto essere assicurata. Questo permette all’uomo di restare in Svizzera e non lontano dai suoi amati figli.

Io do il mio aiuto

Julia Niklaus, collaboratrice di Pro Senectute canton Soletta

Di parenti non ne aveva più e di conoscenti solo ancora pochi. La vita dell’anziana signora era dominata dalla solitudine, le sue giornate lunghe e silenziose, la vita quotidiana sempre più deprimente. La signora era certa che se andava a stare in un appartamento per anziani avrebbe avuto vita più facile e soprattutto che avrebbe potuto coltivare nuovi contatti.

Siccome la signora viveva con pochissimi mezzi, non poteva permettersi cambiare casa. Inoltre non aveva la forza di pensare a tutto ciò che il trasloco comportava. Pro Senectute, tramite l’associazione Seniori pro Seniori, l’ha aiutata a impaccare la sua roba e a preparare il trasloco. Inoltre, le ha pagato una parte dei costi con un sussidio del Fondo aiuti individuali di Pro Senectute Svizzera. Poche settimane dopo aver cambiato casa, la signora si è fatta viva con Pro Senectute per ringraziare per l’aiuto e riferire che si era ambientata bene al suo nuovo domicilio.

Io do il mio aiuto

Remo Waldner, collaboratore di Pro Senectute canton Soletta

All’età di 80 anni, una signora è stata colpita da ictus cerebrale. Non avendo ritrovato la mobilità, aveva bisogno d’essere accudita e perciò ha accolto con gratitudine la proposta della figlia di andare a stare da lei in campagna. A casa della figlia era accudita a puntino, ma si sentiva un po’ sola. Aveva nostalgia della città e le regolari visite ai suoi cari al cimitero le mancavano.

Allo scopo di migliorare le condizioni fisiche della signora, le abbiamo organizzato un coach, che l’aiutasse a riacquistare mobilità. Inoltre andiamo regolarmente a prenderla nella sua nuova casa per portarla in città. In tal modo la signora ha la possibilità d’incontrare le amiche e di recarsi al cimitero a visitare la tomba del marito. Ora la signora si sente molto più a suo agio nella nuova vita in campagna.

Io do il mio aiuto

Raimund Disch, collaboratore di Pro Senectute Turgovia

Una signora 80enne aveva sempre preso tutte le decisioni assieme al marito. La sua morte, due anni or sono, ha lasciato un grande vuoto. Le due figlie vivono in città lontane e visitano raramente la mamma. E, data l’età, sempre più conoscenti muoiono o vanno a vivere in casa per anziani. L’unica compagnia che colmasse la solitudine era il cane. Ma quando, dopo una rovinosa caduta era rimasta parecchio tempo incapace di fare le quotidiane passeggiate con il cane, la signora aveva dovuto ricorrere all’aiuto dei vicini di casa.

Grazie al deambulatore, al servizio d’assistenza e cure a domicilio che la segue due volte la settimana e all’aiuto per le pulizie di Pro Senectute, finora la signora ha potuto mantenere la sua autonomia. Come le avevano consigliato i vicini di casa, si è comunque rivolta a Pro Senectute per discutere della sua situazione abitativa. Infatti,  fa sempre più fatica a salire le scale della vecchia palazzina senza ascensore in cui abita. Visitandola a casa abbiamo potuto esaminare la situazione, esporle delle alternative e anche discutere delle conseguenze finanziarie di un eventuale trasloco.

Io do il mio aiuto

Pierre Constantin, collaboratore di Pro Senectute Vallese

Una signora di più di 90 anni si era trovata nella situazione di dover entrare in casa per anziani perché faceva sempre più fatica a camminare e a svolgere gli impegni quotidiani. A causa di tensioni interne alla famiglia, non poteva contare sull’aiuto dei figli e delle figlie. Doveva arrangiarsi da sé e non riusciva a gestire la situazione.

Per finire si è rivolta a Pro Senectute per una consulenza. Abbiamo allora calcolato quale sarebbe stata la retta in casa per anziani e le abbiamo consigliato di fare domanda di prestazioni complementari. Inoltre abbiamo evaso tutte le formalità pratiche e preso contatto con diversi istituti della regione. In tal modo abbiamo potuto trovare una sistemazione adatta per la signora. Anche per scegliere le cose da portare con sé e per il trasloco vero e proprio, l’anziana signora ha potuto contare sul nostro aiuto.

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Stefanie Waldburger, collaboratrice di Pro Senectute canton Zugo

Una signora di poco più di 70 anni, vedova senza figli, dava molta importanza alla sua autonomia. Voleva cavarsela senza prestazioni complementari e aveva addirittura vergogna a chiedere aiuto. Per arrotondare la sua scarsa AVS, la pensionata faceva le pulizie in diverse case. A un certo momento, a causa di una malattia ha dovuto rinunciare a quei lavori e allora la sua situazione finanziaria è precipitata. I costi della malattia pesavano ulteriormente sul già difficile budget. Nonostante tutte le rinunce e i sacrifici non riusciva a sbarcare il lunario.

Arrivata al punto di non poter pagare le molte fatture che si erano accumulate, la signora si è rivolta a Pro Senectute. Assieme abbiamo fatto un calcolo provvisorio del suo diritto alle prestazioni complementari e inoltrato la domanda all’ufficio PC. E inoltre ci siamo chiesti come e per che cosa avremmo potuto farle avere un aiuto mirato dal Fondo aiuti finanziari di Pro Senectute Svizzera. Tutto assieme è servito a mitigare la precaria situazione finanziaria della signora.

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Regina Dössegger, assistente sociale di Pro Senectute canton Zurigo

“Da quando sono caduta, salire ogni giorno tutte quelle scale è diventata una vera tortura” si lamenta Karin M. (66) durante il nostro primo colloquio di consulenza. “Se solo potessi avere un appartamento al piano terra! Purtroppo nel mio comune le pigioni sono alle stelle e con i modesti mezzi di pensionata non potrò mai permettermi un altro alloggio. Un giorno però, a sorpresa, le è arrivata la comunicazione che in una cooperativa abitativa del comune si liberava un appartamento per anziani. Per ottenerlo, Karin M. doveva acquisire una quota di partecipazione di 1000.- franchi e versare un deposito di garanzia di 3000.- franchi. Per fortuna ha preso contatto con Pro Senectute. Ben presto abbiamo potuto proporle un prestito di 4000.- franchi dal nostro Fondo aiuti finanziari individuali. Poi le abbiamo organizzato e finanziato il trasloco e assumeremo pure la differenza tra la pigione effettiva e quella riconosciuta dalle prestazioni complementari.

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Matthieu Hirschi, stagiaire mpc collaboratore di Pro Senectute Arc Jurassien

Un anziano signore e la moglie avevano vissuto per decenni nello stesso appartamento. Dopo la morte della moglie, l’atmosfera consueta dell’appartamento gli infondeva un senso di sicurezza. Per l’uomo era importante poter vivere in quella che era stata la casa sua e della moglie e non lasciare il quartiere che gli era familiare. Tanto più grande fu lo sconcerto all’annuncio, giunto per lettera, del previsto rinnovamento del bagno e della cucina e l’aumento della pigione che avrebbe fatto seguito ai lavori di risanamento.

L’uomo non sapeva come fare a districarsi e ha preso contatto con Pro Senectute. Dopo aver esaminato a fondo la sua difficile situazione finanziaria,  di comune accordo abbiamo deciso di cercare un nuovo appartamento con un affitto più basso. Il nostro impegno e una certa fortuna ci hanno fatto trovare un appartamento più piccolo e meno costoso nelle immediate vicinanze di quello vecchio. Siccome l’appartamento gli piaceva, l’uomo ha osato traslocare e iniziare una nuova vita.

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Claudia Carragoso, collaboratrice Pro Senectute Genf

Molti anni fa, una cittadina svizzera si era traferita in Sudafrica per amore. Dopo la morte del marito, però, il desiderio di tornare alle radici si è fatto forte e così è tornata in Svizzera per passarvi gli ultimi anni della sua vita. Avendo vissuto per molti anni all’estero non aveva diritto che a una modestissima rendita dell’AVS, la quale ovviamente non bastava in nessun modo per vivere.

Venuta in Pro Senectute per una consulenza, abbiamo innanzitutto fatto un esame accurato della situazione finanziaria e deciso di fare domanda di prestazioni complementari. Per fortuna la richiesta è stata accettata e oggi la donna riesce a cavarsela, anche se modestamente.

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Max Kaufmann, collaboratore di Pro Senectute Nidvaldo

Una signora di 79 anni non ha diritto alle prestazioni complementari perché le sue entrate mensili sono di trecento franchi superiori al limite stabilito dalla legge. Siccome soffre di svariate malattie quali l’osteoporosi, il diabete e un’insufficienza renale, la partecipazione personale ai costi delle cure pesa in continuazione sul suo modesto budget.

 

L’imprevisto e salato conguaglio delle spese di riscaldamento nonché i costi di un’onerosa cura dentaria hanno aperto una voragine nelle finanze della signora A. Ciò l’ha indotta a rivolgersi al servizio di consulenza di Pro Senectute.

Io l’ho aiutata a stilare un budget, quantificando esattamente la somma mancante. Grazie a un aiuto finanziario unico dal Fondo di Pro Senectute Svizzera siamo riusciti a preservare la signora dal cadere nella trappola dell’indebitamento.

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